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#spazioteslalanuovaforma - Pietro Buffa Nutrition Steps

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Pietro Buffa 2 Intervista al Biologo Molecolare e Nutrizionista Dr. Pietro Buffa

 

Nutrition Steps

 

  • Lei ha spesso puntato l’attenzione sul ruolo del sistema immunitario e su come questo risulti essere spesso compromesso nella popolazione, ci spiega meglio?

Penso che non si abbia la giusta percezione di quanto indebolito possa essere il nostro sistema immunitario. Indebolito dalle cattive abitudini, da un’alimentazione non troppo idonea, da stati di stress cronico che la vita moderna ci impone. A questo si aggiunge sovente una ridotta capacità dell’organismo di rispondere all’attacco dei radicali liberi che, se non adeguatamente contrastati, portano le nostre cellule in sofferenza e ci predispongono a processi di invecchiamento precoce e a stati patologici di vario genere (ne ho dettagliatamente discusso in un articolo pubblicato su Scienza&conoscenza N°71). Nella pratica ambulatoriale, vedo ad esempio tante persone con insufficienti difese antiossidanti, in uno stato che chiamiamo di “stress ossidativo" che neppure sapevano di avere. Una giusta nutrizione può concretamente aiutarci su più fronti: favorendo la scomparsa di stati infiammatori latenti, ripristinando il microbiota, consolidando il sistema immunitario e le nostre difese antiossidanti. Questo impone necessariamente dei cambiamenti. Se pensiamo di migliorare il nostro stato di salute continuando a fare ciò che lo ha nel tempo alterato siamo sulla strada sbagliata.

  • Una domanda sulla Perché molte persone, pur facendo diete restrittive e ipocaloriche, non riescono a dimagrire come vorrebbero?

Sembra un paradosso ma è possibile. Spiego prima una cosa. Quando vogliamo dimagrire il nostro organismo si oppone in ogni modo, questo perché, evolutivamente parlando, siamo “programmati” all’accumulo. Quando ci mettiamo a dieta il nostro organismo non sa che ci siamo messi a dieta, “pensa” invece che ci sia un periodo di carestia e si attiva per innescare una serie di stratagemmi biochimici per la conservazione dell’energia. Primo tra questi stratagemmi è il rallentamento del ritmo metabolico, il nostro sistema va cioè in risparmio energetico. Per fare un parallelismo è come se ad un tratto vi riducono lo stipendio, ovviamente voi non andate a spendere come facevate prima ma sarete portati al risparmio. Sta al nutrizionista aggirare questi “problemi”, diciamo ingannando il metabolismo della persona con una serie di accorgimenti, in modo che l’organismo non si senta in carestia e proceda nel mobilitare la massa grassa. Dimagrire non è solo una questione di quantità di calorie, è soprattutto una questione di metodo, di costanza da parte della persona, di motivazione.

  • Cosa pensa della vitamina C e della sua integrazione? È un qualcosa di necessario oppure, come molti sostengono, è superfluo integrarla?

La vitamina C si trova inserita nel variegato gruppo delle vitamine perché in origine fu visto che la sua totale assenza faceva emergere una patologia nota come scorbuto. Per prevenire lo scorbuto bastano 100-200 milligrammi al giorno di questa vitamina ed è questo il dosaggio che generalmente ci viene consigliato. Oggi sappiamo però che la maggior parte dei mammiferi riescono a sintetizzare autonomamente la vitamina C a partire dal glucosio e se osserviamo quanta vitamina C essi producono giornalmente per far fronte ai loro fabbisogni ci accorgiamo che siamo nell’ordine dei grammi e non dei milligrammi. Più che una vitamina essa sembra essere per i vertebrati un nutriente che va prodotto in certe quantità. La nostra specie Homo sapiens ha perso, durante l’evoluzione e per motivi ancora non chiari, la capacità di produrre vitamina C autonomamente.

Siamo pertanto obbligati ad assumerla ma siamo davvero sicuri di riuscire, con la nostra dieta, a garantire al corpo la quantità adeguata di vitamina C, oggi sapendo che il ruolo di questa sostanza va ben oltre la protezione dallo scorbuto? Io penso di no e cito qui alcuni dei molteplici processi biologici che richiedono questa importante sostanza: le cellule che costituiscono il sistema immunitario hanno bisogno di vitamina C per giungere a corretta maturazione, la vitamina C rappresenta un potente antiossidante e modula l’azione di enzimi detossificanti, nello stomaco la vitamina C previene la formazione delle nitrosammine (cancerogene), nell’intestino aumenta l’assorbimento del ferro, essa ha un ruolo essenziale nella produzione di collagene, etc, etc. Forse adesso ci si rende meglio conto del motivo per cui i mammiferi producono grandi quantità di questa sostanza e non milligrammi.

  • Specie in questo momento complicato segnato da una estesa epidemia da coronavirus (covid-19) sentiamo molto parlare della vitamina C e dei suoi effetti sul sistema Emergono però pareri contrastanti. Qual è il suo pensiero in merito?

Alcune persone si stupiscono del fatto che degli istituti abbiano iniziato a prendere in seria considerazione, per i pazienti in terapia intensiva, protocolli che includono anche la vitamina C.    Io invece non mi stupisco affatto, dato che esistono studi preliminari in cui si ammette che pazienti in terapia intensiva possono ridurre i loro tempi di degenza proprio attraverso una mirata somministrazione (sotto controllo medico) della tanto criticata vitamina C. Questo è spiegato in un lavoro pubblicato su Nutrients (2019) in cui si traggono le dovute conclusioni attraverso una meta- analisi dei dati a disposizione. Al fine di evitare fraintendimenti, citando lo studio su Nutrients non sto dicendo che la vitamina C rappresenti la cura contro il covid-19 (altrimenti avremmo già risolto) ma dico che esiste il razionale scientifico per poter utilizzare questo importante nutriente in pazienti in terapia intensiva.

 

 stress ossidativo