
Era il 1947 quando L'USAF diede il via ad una serie di progetti legati al fenomeno degli avvistamenti UFO a partire dal Project Sign, per poi passare al Project Grudge ed al Project Twinkle per poi approdare al Project Blue Book che segnerà con il rapporto Condon il termine degli studi. Il Fisico Edward Condon responsabile del team di ricerca, analizzati i 12618 casi ufficiali arrivò a dichiarare che solo 701 erano fenomeni inspiegabili e che:
Nessuno degli UFO era mai stato mai una minaccia alla sicurezza nazionale.
Non vi erano prove che gli oggetti "non identificati" rappresentassero sviluppi tecnologici in più delle moderne conoscenze scientifiche.
Ma il passaggio più interessante è che Non era dimostrato che avvistamenti classificati come "non identificati" fossero veicoliextraterrestri.

Ufficialmente per più di Settant'anni anni (ufficialmente) il mondo accademico, politico e militare
ha mantenuto una linea figlia dei rapporti terminati dall'USAF nel 1969 ma a partire dal 2017 cambia qualcosa...proprio dal suolo americano arrivano notizie ufficiali diffuse dal Pentagno di incontri con oggetti/fenomeni anomali videoregistrati da piloti di Carrier Stike Group delle unità navalidelle portaerei USS Nimitz e USS Theodore Roosevelt negli anni 2004, 2014 e 2015, successivamente vennero prodotti filmati aggiuntivi realizzati da altro personale della Marina nel 2019 di conseguenza il Pentagono ha successivamente affrontato e rilasciato ufficialmente le prime notizie nel Dicembre 2017
Più di Settant'anni di insabbiamenti, silenzi, negazioni e talvolta anche fatti oscuri che hanno visto anche la dipartita a miglior vita di soggetti che si erano "avvicinati troppo" alla ricerca della verità sul fonemeno Ufo dal 2017 riconiato dai militari Usa con il termine UAP (Unidentified aerial phenomena), in buona sostanza fenomeni aerei non identificati, una nuova sigla (restyling) che corrisponde a Ufo, ovvero Unidentified flying object (oggetti volanti non identificati), da sempre legata a “dischi volanti alieni”. Con Il nuovo termine spiegano i militari Americani, si intende lo studio di una categoria più ampia di fenomeni, e non solo quella dei velivoli Alieni o presunti tali (il giochetto delle Tre Carte ? n.d.a)

Siamo arrivati al 2022 e come più volte evidenziato e sostenuto con il nostro modesto lavoro nei nostri articoli, servizi ed interviste tutto ciò che sta accadendo attorno a noi è pregno di "segnali" ineludibili di un cambiamento epocale nel quale siamo entrati con buona probabilità di viverne in prima persona i passaggi di cui non immaginiamo nemmeno lontanamente i contorni talvolta profetizzati come Apocalittici talvolta edulcorati...come la storia insegna, ogni "passaggio" - modificazione (speriamo evoluzione), comporta sacrifici, disorientamento, paure ma anche luce, svolta - conoscenza...
Di questo "cambiamento" ne parla anche la Chiesa Cattolica, da sempre attenta divulgatrice tramite precise figure preposte ad affrontare il tema Ufologico in modo estremamente serio, tanto che il 26 Agosto 2022 AVVENIRE il quotidiano dei Vescovi della CEI parla del programma UFO/UAP della NASA nell'articolo a firma di Luigi Bignami di cui di seguito riportato integralmente. Benvenuti nel tempo del "Cambiamento"...
Alberto Negri
Fonti: Wikiedia - Archivio Spazio Tesla
Immagini: Archivio Spazio Tesla - News York Magazine - Futurcinema - Luigi Bignami site
Luigi Bignami venerdì 26 agosto 2022
Lo studio scientifico, senza precedenti, sugli Uap (“Unidentified Aerial Phenomena”) ossia “fenomeni aerei non identificati” durera nove mesi
Il problema dei fenomeni che di tanto in tanto appaiono nei cieli della Terra e che apparentemente sembrano inspiegabili sta interessando sempre più anche la comunità scientifica. Se fino a qualche anno fa, quando si annunciava l’osservazione di un UFO (sigla inglese per “oggetti volanti non identificati”), la scienza rispondeva dicendo che poteva essere un abbaglio, oppure una notizia inventata o al più un fenomeno non capito da chi lo osservava, ma che aveva una banale spiegazione scientifica, ora si sta ponendo il problema con occhi diversi: vuol capire cosa c’è realmente dietro quei fenomeni. Fenomeni e non necessariamente oggetti alieni.
L’interesse è così elevato che è scesa in campo anche la Nasa con una propria indagine. E l’Ente spaziale americano ha deciso di impegnarsi seriamente in questa indagine. Ha annunciato infatti, che darà il via a uno studio scientifico senza precedenti sugli Uap (la nuova sigla che sta per “Unidentified Aerial Phenomena” ossia “fenomeni aerei non identificati” e che sostituisce Ufo) che avrà una durata di almeno nove mesi. Gli obiettivi principali, hanno detto i funzionari dell’ente spaziale, sono quelli di identificare quel che sembrano fenomeni inspiegabili, definire quali saranno i modi migliori per raccogliere osservazioni in futuro e capire come l’Agenzia possa utilizzare tali dati per migliorare la nostra comprensione dei cieli. Lo studio avrà come responsabile l’astrofisico David Spergel, Presidente della Simons Foundation di New York City.
Lo studio costerà circa 100mila dollari. «Stiamo lavorando a pieno regime. E questo è davvero importante perché stiamo attribuendo al Progetto un’alta priorità» ha detto Daniel Evans, vice amministratore per la Ricerca presso la Science Mission Directorate della Nasa. Il gruppo di lavoro sarà composto da circa 17 persone scelte tra i principali scienziati a livello mondiale: professionisti nell’analisi di dati, professionisti dell’intelligenza artificiale, esperti di sicurezza aerospaziale ed esperti di altre discipline scientifiche e tutti avranno un incarico specifico che avrà come obiettivo unico l’analisi dei dati degli Uap che verranno raccolti.
Le ricerche dovrebbero iniziare entro ottobre e l’indagine è molto attesa, soprattutto da parte della irriducibile comunità che crede che gli Ufo siano di origine extraterrestre. «Lo studio percorrerà una strada rigorosamente scientifica e non c’è dubbio che la Nasa si trova davvero in una posizione unica per affrontare il problema degli Uap, perché sappiamo come utilizzare gli strumenti scientifici per discernere cosa può esserci la fuori, nei cieli – ha detto Evans – E ad essere sinceri, nessun’altra agenzia è considerata dalla gente tanto affidabile quanto la nostra». Va detto che quello della Nasa non è l’unico programma scientifico nato in questi anni.
Proprio in questi giorni sono state tirate le fila del primo anno di lavoro del Progetto Galileo alla cui testa vi è l’astrofisico di Harvard Avi Loeb, che tra l’altro si propone di cercare anche eventuali indizi lasciati da civiltà aliene nel nostro passato. Un lavoro che ha ricevuto oltre un milione e 700mila dollari di donazioni per la sua realizzazione. Ma a onor del vero a un anno da inizio lavori non si sono scoperte tracce di alcun tipo.