La Verità su Marte

immagine di marte amatoriale e nasa 1

 

A firma del Biologo Giornalista e Ricercatore del CUN - Italia Giorgio PatteraSpazio Tesla ha il piacere di pubblicare un interessantissimo articolo contenente importanti rivelazioni su quello che per decenni ci hanno indicato come il "Pianeta Rosso" (ma che così rosso poi non è..e lo capiremo leggendo). Utilizziamo il verbo "rivelare" proprio perchè Pattera usciva con le sue prime riceche ed affermazioni in tempi non sospetti, siamo nel 1996... Buona lettura

 

Mars Pathfinder   NASA courtesy 

Quando cessarono per sempre, il 27 settembre 1997, i contatti radio con la Terra, provenienti dalla prima esplorazione automatizzata di un altro pianeta, PATHFINDER (L’Esploratore) aveva già inviato 16.500 immagini dal lander e 550 immagini dal rover, oltre a 15 analisi di rocce, suolo, dati sui venti ed altri fenomeni atmosferici di MARTE. Questi dati suggerirono agli scienziati che, in qualche momento del passato, quel Pianeta potrebbe aver avuto un clima caldo-umido ed un'atmosfera più densa, tanto da consentire la presenza di acqua allo stato liquido.

 37550 nasa“Mars Pathfinder”, missione scientifica della NASA, fu la prima a trasportare un rover, Sojourner, sul “Pianeta Rosso”. La sonda fu lanciata il 4 dicembre 1996 col vettore “Delta II” e, dopo un viaggio di 7 mesi, atterrò il 4 luglio 1997 nella “Ares Vallis” (Valle di Ares = Marte, in Greco), in una regione chiamata “Chryse Planitia” (Pianura dorata, in Greco).

 

Tutto questo si può reperire sul WEB, lo sanno tutti…

Gazzetta PR 9 7 97Ma forse non tutti sanno, o non ricordano, che già il 9 luglio 1997 (prima ancora che i dati della sonda USA fossero elaborati e diffusi) il sottoscritto aveva esposto le proprie convinzioni circa la situazione idrogeologica di Marte, nel corso di una intervista concessa al quotidiano GAZZETTA di PARMA”, che concludeva con questa riflessione (cito testualmente): «Se dovessero scoprire qualcosa di veramente interessante, temo che passeranno anni prima che sia resa di dominio pubblico ».

 

 

 

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Circolo Primavera PR 5 12 97

Le stesse considerazioni furono in seguito confermate in numerose conferenze, tra cui ricordiamo quella svolta presso il “Circolo Culturale Maria Luigia” di PIACENZA, insieme con l’amico Elvio Fiorentini (28 nov.’97); il “Circolo Culturale Primavera” di COLLECCHIO, insieme con Marco La Rosa e Claudio Dall’Aglio (5 dic.’97); e molte altre: «L’acqua è sinonimo di Vita, quella che noi conosciamo, per cui…».

Libert PC 9 12 97

 

Quando il frutto è maturo, dall’albero cade da solo”, recita la saggezza popolare: e così è stato…

MRO Aerobrake

«Su Marte c’è acqua allo stato liquido»: lo ha confermato la NASA lunedì 28 settembre u.s., in una conferenza stampa, dopo che per anni i ricercatori avevano ipotizzato che sul pianeta ci potesse essere anche acqua liquida, oltre a quella solida, ghiacciata, ai poli. Le nuove prove sulla presenza di acqua su Marte, definite “inequivocabili” dalla stessa NASA, sono state ottenute analizzando i dati raccolti da Mars Reconnaissance Orbiter (sigla MRO), la sonda spaziale inviata verso il Pianeta Rosso nell’agosto di dieci anni fa.

 

 

 

 

 

 

I ricercatori hanno identificato i segni di minerali idratati su alcuni rilievi, Acqua prima e dopodove stagionalmente sono visibili strisce scure: piccoli canali evidentemente prodotti dallo scorrere dell’acqua. Queste linee - in gergo «Rsl», «Recurring slope lineae» - sono state individuate dal satellite «Mars Reconnaissance Orbiter», che ha utilizzato la spettroscopia per analizzare le «firme» lasciate da una serie di specifici minerali, i perclorati: si tratta di «sali idrati», che si manifestano solo in presenza di acqua: rappresentano perciò la «pistola fumante», sebbene indiretta, della presenza di acqua! Le strisce scure osservate sono rivoli stagionali di acqua salata, scavati nelle pareti rocciose della regione equatoriale del pianeta, che si formano quando la temperatura sale sopra i -23 gradi °C. Lunghi centinaia di metri e larghi cinque, cominciano ad apparire in primavera ed insistono per tutta l’estate marziana; in inverno si essiccano.

 

MRO, sonda spaziale polifunzionale lanciata il 12 agosto 2005, è stata progettata per eseguire osservazioni di Marte ad altissima risoluzione mediante lo spettrometro, uno strumento che può identificare il tipo di minerale in funzione di particolari lunghezze d’onda della luce; ha condotto la propria missione scientifica fino al novembre 2006.

«E questo cosa mi viene a significare?», si interrogherebbe Montalbano…

Che la mia previsione del ’97 si sta avverando: ci sono voluti quasi nove anni (2006-2015) per dichiarare “ufficialmente” ciò che noi, studiosi “eretici” di Cosmologia, sostenevamo da sempre…

Non si tratta, certo, dei “canali d'acqua” (frutto d’un impensabile – oggi - progetto irriguo degli abitanti di Marte…), all’epoca individuati e descritti da SECCHI (1850), Schiaparelli (1886), Lowell (1894), Moreux (1924), solo per citare alcuni astronomi d’un più o meno recente passato, ma di “rivoli” stagionali che, una volta evaporati, residuano tracce di sali: i perclorati, per l’appunto, che costituiscono le “impronte” lasciate dall’acqua liquida.

Secchi canali 1850Schiaparelli canali 1886

Lowell canali 1894Moreux canali 1924

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’annuncio della NASA è di quelli che non si scordano: la superficie di Marte evidenzia – effettivamente - quelle “striature” scure, riconducibili ad alvei di corsi d’acqua, che si snodano lungo le pendici dei rilievi equatoriali e che da anni fanno arrovellare gli Astronomi circa la loro origine.

La presenza di acqua su Marte, di per sé, non è una notizia, ma finora era stata rilevata solo in forma ghiacciata ai poli, in un contesto che la NASA ha sempre definito “ostile alla vita”. Nel marzo di quest’anno, gli scienziati dell'Agenzia Spaziale Americana avevano ammesso che ci sono evidenze che un tempo un oceano, in alcuni punti profondo vari chilometri, copriva 1/5 della superficie del pianeta.

Valle di Marte

"Se annunceranno d’aver trovato acqua facilmente accessibile, in forma liquida, sotto la superficie (nel “permafrost”, N.d.R.), che corrisponde ad una delle teorie che abbiamo ascoltato per anni e anni, ciò avrebbe conseguenze enormi, per la possibilità di vita sul pianeta e per la sostenibilità degli uomini", ha detto al Boston Herald l'ex capo della missione NASA per Marte, Doug McCuistion.

La storia della ricerca di acqua (e quindi di vita) su Marte è molto lunga (oltre 150 anni!) e costellata di osservazioni determinanti, alternate a scoperte e delusioni, che hanno condotto l’Umanità fino agli odierni risultati. Cosa che potrebbe portare a nuovi importanti studi circa la possibilità che sul Pianeta Rosso esista ancora qualche forma di Vita, per come noi la conosciamo. Sempre che il dio della Guerra, associato dagli antichi Romani al quarto corpo celeste interno del Sistema Solare, non l’abbia distrutta con le sue azioni aggressive… com’è successo sulla Terra…

 

Giorgio Pattera

Commissione Scientifica C.U.N.

Vicepresidente “GALILEO” - Parma

 

mars landing ex tnasa true colour