Riflessioni senza Tempo

Rh-, il “fattore” da un altro Mondo…

24/11/2020

Alieno Rh

 

Giorgio Pattera di Giorgio Pattera

 Tentativo di ibridazione aliena o selezione bio-genetica degli Umani?

 

ll gruppo sanguigno rappresenta una delle numerose e peculiari caratteristiche di un individuo e viene classificato in base alla presenza o assenza di particolari antigeni sulla superficie dei globuli rossi. L’esistenza dei gruppi sanguigni, per come la conosciamo oggi, si deve ad un medico austriaco, Karl Landsteiner, il quale, nel 1900, osservò che mettendo a contatto il sangue di due persone, questo, a volte, tendeva ad aggregarsi (fenomeno definito agglutinazione).

 

Karl LandsteinerNel 1901 ne definì la causa, classificando i gruppi sanguigni nel sistema AB0 (ABZero). Successivamente scoprì ulteriori fattori, che distinguono i diversi tipi di sangue, tra i quali il più noto ed importante è il fattore Rh, che vedremo in seguito. Secondo questa classificazione, è possibile somministrare trasfusioni di sangue seguendo rigorosi criteri, ma una maggiore attenzione deve essere riservata alla donna in stato di gravidanza, in quanto il feto può incorrere in una grave patologia, denominata eritroblastosi fetale.

Nel 1930 a Landsteiner venne conferito il premio Nobel.

Per ciascuno di noi il gruppo sanguigno è determinato geneticamente e non varia nel corso della vita. Le differenze tra i gruppi sono dovute a frammenti di proteine che vengono esposte sulla superficie del globulo rosso. Il gruppo A presenta solo proteine di tipo A, il gruppo B di tipo B, il gruppo AB entrambi i tipi, mentre il gruppo 0 non presenta nessuna delle proteine

 

 agglutinazione dei globuli rossi        schema gruppi

 

Queste proteine sono dette antigeni per il fatto di essere riconosciute dal sistema immunitario come estranea al soggetto o potenzialmente pericolosa Il nostro sistema immunitario, sempre pronto ad attaccare qualche fattore estraneo, non si attiva se riceviamo sangue del nostro stesso gruppo, ma scatena un’immediata reazione se riceviamo sangue di un gruppo diverso dal nostro. Per questo motivo, per esempio, il gruppo 0 può donare il sangue a chiunque (in quanto non presenta antigeni), ma lo può ricevere solo da altri individui di gruppo 0.

 

 Plasma sanguigno

 

Un’ulteriore specifica dei gruppi sanguigni è quella del fattore Rh, derivante dalla presenza o meno dell’antigene Rhesus, scoperto nel 1940 in uno studio sul Macaco Rhesus. Questo fattore può essere espresso (Rh+) o non espresso (Rh-) sulla superficie del globulo rosso, influenzando la compatibilità del donatore in maniera simile a quella già descritta. Questi antigeni sono presenti sulla membrana dei globuli rossi e sono costituiti da proteine idrofobiche non-glicosilate. Questo particolare gruppo sanguigno (detto “universale”, in quanto può donare a tutti, essendo privo di qualsiasi antigene) è anche molto raro: l’OMS stima che meno del 10% della popolazione mondiale lo possieda.

Il fattore Rhesus (Rh).

Macaco RhesusPrende il nome dalla specie di primati Macaco Rhesus, sui globuli rossi del quale fu per la prima volta scoperta la presenza della proteina del fattore Rh. Presente nell’85% della popolazione umana, è un carattere ereditario e si trasmette come autosomico dominante. Se una persona possiede questo fattore, si dice che il suo gruppo è Rh positivo (Rh+), se invece i suoi globuli rossi non lo presentano, il suo gruppo sanguigno viene definito Rh negativo (Rh-).

 

 

 

Ibrido Alieno UmanoUna teoria che circola “online” sostiene che il fattore Rhesus-negativo non possa appartenere al genere umano e che dunque sia di origine extraterrestre. Secondo questa teoria, presente da anni sul WEB e che negli ultimi tempi sta avendo un picco di visibilità, gli appartenenti al gruppo sanguigno Rh negativo (Rh-) non sarebbero “del tutto” umani, ma frutto di ibridazione o di ingegneria genetica mediante tecnologia appartenente ad entità aliene. In altre parole, si ipotizza che il sangue umano possa essere stato in qualche modo manipolato da intervento extraterrestre. Il punto di partenza è il confronto tra le caratteristiche del sangue umano e di quello dei primati. La nostra specie, in particolare, è l’unica a presentare (seppur in una minoranza di individui) il fattore Rh negativo, ossia a manifestare l’assenza di una particolare proteina (un antigene) sulla superficie dei globuli rossi. Non più del 10% degli esseri umani manifesta Rh negativo. Questa alterazione sarebbe stata il frutto di un intervento programmato da parte di una popolazione aliena, che avrebbe operato sulla Terra per modificare le caratteristiche di una parte degli esseri umani. Tra gli attuali sostenitori di questa ipotesi ricordiamo i ricercatori Robert Spehar e Brad Steiger.

 

Robert Spehar fornisce importanti indicazioni circa l’enigmatico fattore Rh-negativo:

“Ci sono 612 specie di primati e sottospecie, riconosciuti dallo IUCN (International Union for Conservation of Nature), e nessuna ha sangue Rh negativo”. Secondo Spehar, se l’umanità si fosse evoluta dal medesimo antenato africano, il loro sangue sarebbe compatibile, invece non è così. Da notare che oltre l’85% di tutti gli esseri umani hanno sangue Rh positivo, ma, stranamente, tutte le famiglie reali o di potere hanno sangue Rh negativo. Brad Steiger, noto ricercatore americano, sottolinea questa caratteristica interessante: se tutte le scimmie hanno sangue Rh positivo, cosa significa? Che le persone con Rh negativo non discendono, come le altre, dalle scimmie. Secondo la genetica, infatti, possiamo ereditare solo proprietà appartenute ai nostri antenati, a meno di non parlare di una mutazione. Il sangue delle scimmie e dell’uomo, visto che i primati sono i nostri antenati, dovrebbero essere compatibili, ma non esistono scimmie con sangue Rh negativo.

E le stranezze non finiscono qui: le persone con sangue Rh-negativo non sono del tutto ordinarie: la maggior parte dei soggetti è costituita da guaritori, medium, veggenti ed individui con insolite capacità mentali.

Caratteristiche dei portatori dell’Rh negativo:

QI (quoziente intellettivo) superiore alla media

Temperatura corporea più bassa

Maggiore stabilità mentale ed emotiva

Colore dei capelli: rosso; colore degli occhi: blu, verde o marrone chiaro

Ipersensibilità al calore e non amano il freddo.

Senso di non-appartenenza a questa dimensione

Tendenza a ricercare la verità

Sensazione di dover compiere una “missione” nella vita

Spiccate doti di empatia e compassione

Percettività extrasensoriale

Amore per lo Spazio e la Scienza

Sguardo profondo

Tendenza a fare sogni molto vividi (sogni lucidi o guidati)

Le donne incinte, di sangue Rh-negativo e col feto Rh-positivo, durante la prima gravidanza producono una risposta immunitaria, con formazione di anticorpi anti-Rh negativo. In caso di successiva gravidanza, sempre che il feto sia Rh-positivo, il sistema immunitario materno attacca il feto, percependolo come corpo estraneo, dando origine all'eritroblastosi fetale o malattia emolitica del neonato: gli anticorpi materni entreranno nel circolo fetale già a partire dal 4º mese e riconosceranno gli eritrociti fetali come estranei, distruggendoli. Tale reazione può essere mortale prima o dopo la nascita o portare gravi problemi al sistema nervoso del nascituro. Solitamente il feto muore tra la 25ª e la 35ª settimana, se non si interviene con l'exanguinotrasfusione (immagine sotto). Perché il loro stesso corpo attacca i bambini che portano nel grembo, al posto di difenderli? Perché li percepisce come estranei? Tanti piccoli tasselli che ci portano a credere che forse non è del tutto infondata la teoria che fa derivare queste persone da mondi alieni, lontani da noi.

 

 Exsanguinotarsfusione

Tutto questo porta inevitabilmente una serie di implicazioni, come ad esempio il fatto che ci sia stata una qualche forma di incrocio tra la nostra specie e qualche essere vivente extraterrestre, da cui deriverebbe l’idea di un’origine semi-aliena per chi è Rh negativo.

Secondo vari studiosi (Velikovsky, Sitchin, James, Biglino, Russo, Spedicato ed altri), l’intervento alieno sarebbe attribuibile alla popolazione degli Anunnaki, anticamente insediata in Mesopotamia, con l’intento di creare qui sulla Terra una specie ibrida umano-aliena per acquisire e detenere il potere, a danno degli umani standard.

A sostegno di questa tesi ci sarebbe una prova inconfutabile: la netta maggioranza dei potenti e dei governanti della Terra avrebbe fattore Rh negativo. Gli “SCIENTISTI” di turno tentano di smontare queste teorie, che loro chiamano “bufale”, sostenendo che il fattore Rh è stato scientificamente scoperto solo nel 1940: dunque non esistono statistiche affidabili (ma il fatto che non siano ancora state fatte, data la scoperta relativamente recente, non significa che non possano esistere…) circa le personalità che, nel corso nella storia, hanno detenuto il potere sulla Terra. L’unica famiglia potente che certamente, almeno in tempi recenti, ha un’elevata frequenza di esponenti Rh-negativi è la stirpe reale del Regno Unito. La Regina Elisabetta II, la sovrana più anziana del mondo (anni 94, 68 di Regno), ad esempio, ha gruppo sanguigno zero Rh-negativo.

 regina elisabetta II

 

In Europa c'è la massima concentrazione di appartenenti al fattore Rh negativo.

In Abruzzo, in particolare a Pescara, se ne riscontra un’alta presenza, quando a livello globale è meno del 15%.

Una popolazione che contiene una frequenza insolitamente alta del gene per il sangue RH negativo è quella BASCA della Spagna nord-orientale. I Baschi hanno la più alta incidenza del gene tra tutte le popolazioni del mondo. I Baschi parlano anche una lingua non-indoeuropea e hanno marcatori genetici che precedono l’ascesa dell’agricoltura.

Quindi, riassumendo: il fattore Rh, o Rhesus, si riferisce alla presenza di un antigene, in questo caso di una proteina, sulla superficie dei globuli rossi o eritrociti.

Trogloditi e Dio la copertina 1024x666 1Chi presenta questa proteina appartiene al gruppo sanguigno Rh positivo; in assenza, all’Rh negativo (Rh-). Tutt'oggi la popolazione mondiale per l’85% possiede sangue Rh positivo, il restante 15% Rh negativo.

Quelli con il sangue Rh positivo discenderebbero "da una scimmia chiamata Macacus Rhesus”, molto probabilmente compatibile con “homo erectus".

Da dove proverrebbero coloro che hanno Rh negativo?

Per la Scienza è ancora un mistero.

Un ricercatore italiano, indipendente e fuori dalle logiche accademiche, Gianluca Sablone, ritiene che la risposta dovrebbe essere cercata a ritroso nel tempo, nei testi Suméri, di cui è studioso.

La comparsa dell’Rh negativo viene collocata dagli Antropologi a circa 35mila anni fa. C'è chi ipotizza possa risultare da una mutazione genetica, ma Sablone smentisce: “ciò che viene di sicuro ereditato da un individuo dai suoi antenati è il sangue, che non è soggetto a mutazione genetica o lo è minimamente”.

 

Se l'Uomo e la scimmia si sono evoluti dallo stesso antenato e tutti i primati sono Rh positivi, da dove deriva l’Rh negativo? Se gli Uomini primitivi analizzati sino ad ora risultano avere il fattore Rh positivo, da dove derivano gli Rh negativi?

“Se partiamo dal presupposto che tutti gli esseri viventi possono riprodursi con la propria specie compatibile, allora perché esistono malattie emolitiche tra Rh + e - ? Gli anticorpi della madre tendono ad eliminare il feto Rh positivo come il sistema immunitario agisce nei confronti di un virus. Ma una madre perché mai dovrebbe combattere e eliminare il suo feto? In nessun caso sul pianeta si verifica questo tra le specie, tranne nel caso di ibridazione tra cavallo e asino, dalla cui unione nasce un mulo. Ciò prova che nell'incrocio tra due specie simili, ma differenti dal punto di vista genetico, ci possano essere problemi di riproduzione”.

La scienza asserisce che si tratta di mutazione genetica, ma quale sarebbe la causa? Se si tratta di una mutazione migliorativa, perché il feto verrebbe rigettato? A chi dobbiamo attribuire questa mutazione? Si è cercato invano una spiegazione o qualcuno vorrebbe nasconderla?

Si è trascurato di considerare la possibile esistenza, e di conseguenza la relativa ricerca, dell'uomo-ibrido, cioè l’anello mancante fra il primate e “coloro” che ci avrebbero modificato.

In ogni caso, per noi, “l’affaire” Rh negativo resta un mistero. Ma probabilmente le Amministrazioni degli USA ne sapranno di più, dato che dal 1976 monitorizzano in tutto il mondo i soggetti con Rh negativo… un motivo ci sarà…

Forse consultando gli antichi scritti Suméri un giorno avremo la risposta: la ricerca dovrebbe partire dal “Testo sulla creazione della Terra”, in Suméro “Enuma Elish”…

 

Enuma Elish

 

L’Enūma eliš è un poema teogonico e cosmogonico, in lingua accadica, appartenente alla tradizione religiosa babilonese, che tratta in particolar modo del mito della creazione (la teomachìa, che diede origine al mondo come lo conosciamo) e delle imprese del dio Marduk, divinità polìade della città di Babilonia.

Bene, quanto sopra costituisce una parte della relazione che ho esposto domenica 2 febbraio 2020, nel corso dell’annuale “CONVENTION GALILEO PARMA”, che il Centro Culturale organizza a favore di Soci e Simpatizzanti. In quella data erano ancora agli albori i “rumors” inerenti il Coronavirus, per cui la mia ricerca compilativa era frutto solo di un’ipotesi intuitiva, non ancora suffragata e validata da attestazioni scientifiche. Ma siccome la Verità, come la Natura, non ha fretta, ecco che dopo qualche mese le tanto attese conferme sono puntualmente arrivate e, cosa molto importante, NON DA UNA SOLA VOCE, bensì da numerose Università, non solo italiane, che si sono avvalse di una scienza “asettica” e, quindi, assolutamente non influenzabile: la STATISTICA.

10 giugno 2020: “I primi risultati di un nuovo studio, che ha coinvolto 750 mila partecipanti (10 mila hanno dichiarato di aver contratto Covid-19), condotto dalla società californiana di test genetici “23andMe” di Sunnyvale, suggeriscono che chi è del gruppo 0 sembra essere meno suscettibile al Covid-19.

Più specificamente, il sangue di tipo 0 può essere protettivo contro il nuovo virus. I primi risultati indicano infatti che le persone con sangue di tipo 0 hanno tra il 9 e il 18% in meno di probabilità di risultare positivi al Covid-19, rispetto agli altri partecipanti con altri gruppi sanguigni.

E coloro che sono più esposti al coronavirus (come gli operatori sanitari) hanno dal 13-26% in meno di possibilità di contrarre il virus. La ricerca tende a dimostrare la suscettibilità (cioè che il gruppo 0 comporta un rischio inferiore di contrarre il virus) e non la gravità della malattia”.

 

Giorgio Pattera

Fonte Primaria

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