
di Stefano Cozzaglio
Da quando si è manifestata in maniera palese questa pandemia, l’andamento dei cambiamenti in molti campi della nostra vita si è fatto più frenetico come se tutti si fossero improvvisamente resi conto di essere in ritardo sul conseguimento dei loro obbiettivi. Questa convulsa accelerazione si è verificata in maniera palese e contemporanea in campi che a prima vista sembrano isolati tra di loro, ma che nel loro insieme hanno conseguito il risultato di destabilizzare la vita di tutto il pianeta.
Tutti coloro che auspicavano dei cambiamenti radicali nei loro settori hanno cercato di approfittare della grossa crisi (creata apposta o prodotta casualmente non lo sapremo mai) che si è innescata con il diffondersi della pandemia del Covid 19, anche se dovremmo utilizzare il "genere femminile" - La Covid19 e non Il Covid, in quanto trattasi dell’acronimo dell’inglese COronaVIrus Disease 19, ossia ‘malattia da coronavirus del 2019’. COVID-19, dunque, è la malattia, mentre il virus (Maschile) che la provoca si chiama SARS-CoV-2, acronimo dell’inglese Severe Acute Respiratory Syndrome Coronavirus 2, da tradurre come ‘Coronavirus 2 della sindrome respiratoria acuta grave’, in cui il 2 è dovuto alla stretta parentela con il virus causa della SARS, appunto denominato SARS-CoV, ma tralasciamo questo "piccolo" particolare e concentriamoci sugli "effetti collaterali"...
Usando in maniera cinica gli strumenti dell’informazione o meglio della propaganda di massa, sono stati alterati i nostri criteri di valutazione di quasi tutti i campi nei quali ci muoviamo come la politica, l’economia, la religione, l’istruzione, la sanità, il commercio, la cultura, i settori finanziari, le nostre modalità di socializzare.
Questi cambiamenti repentini e contemporanei hanno acuito il nostro senso di precarietà nei riflessi della trasformazione del mondo esterno anche se molti di questi segnali esistevano da tempo, ma solo la volontà di alcuni li voleva nascondere alla popolazione intera
In politica, da sempre, esiste la legge della prevaricazione tra gli stati sia essa applicata con pressioni militari, economiche, religiose o anche solo con la presenza di popolazioni più aggressive. Il medesimo sistema viene applicato in politica all’interno dei singoli stati per favorire alcune impostazioni di governo rispetto ad altre.
Negli altri campi si trova come unico comune denominatore quello del guadagno ad ogni costo nato dalla matrice anglosassone e poi diffusasi a tutti i popoli così la religione diventa strumento di coercizione, la scelta dei campi culturali propaganda, la sanità uno strumento di controllo della popolazione, la cultura censura arbitraria.

La crisi sanitaria attuale ha però diffuso maggiormente anche la consapevolezza della contemporaneità di questi tentativi di modifiche forzose operati sul nostro pensiero di vita e quindi ci deve rendere più guardinghi verso quanto ci viene proposto o addirittura fatto passare come normale ed innocuo cambiamento.
Per tornare alla situazione attuale ci si deve rendere conto delle caratteristiche degli attori di questa rappresentazione se vogliamo cercare una soluzione valida e duratura.
Gran parte del mondo è stato infettato da questo virus che ha la capacità di modificarsi molto rapidamente e quindi rimane difficile da contrastare in quanto continuamente variato. Però dall’inizio della diffusione della pandemia si sono anche trovate delle procedure che, applicate in tempi rapidi, possono impedire lo scatenarsi delle forme più gravi e quindi portare i pazienti a riuscire a guarire con terapie domiciliari. Questa visione, però non è stata mai appoggiata dalla scienza ufficiale che, dopo essersi lanciata da molti anni nella demolizione sistematica della sanità pubblica, anche posta di fronte a situazioni di grave crisi non si è adoperata a ricostruire quanto smantellato in precedenza.
L’unica possibile via d’uscita viene solo indicata nell’uso di alcune terapie geniche sperimentali (non vaccini ) dei quali si conosce poco sugli effetti collaterali e sulla durata della validità nel tempo
Così la popolazione, terrorizzata da più di un anno di propaganda mediatica, si sta riversando verso questa soluzione che però ha dei grossi inconvenienti che andrebbero maggiormente soppesati
Questi sono la durata della protezione dall’infezione e la necessità di ripetere la vaccinazione ogni anno perché si tratta di una famiglia di virus che continuano a mutare. Ma anche il tipo di protezione del vaccinato è incerta sia come durata sia come contagiosità dello stesso in quanto il vaccino stesso inoculato è pur sempre un virus reso meno aggressivo, ma pur sempre infettivo.
Altri problemi di difficile soluzione si verificheranno in seguito quando sarà necessario censire i vaccinati secondo sia la scadenza dei vaccini, sia la loro diffusione temporale, sia il tipo di prodotto. La sola soluzione possibile è facile che diventi una sorta di prolungarsi per sempre di un periodo di allontanamento sociale e di utilizzo di mascherine diffuso.
Se invece si vuole essere più ottimisti dobbiamo sperare che il virus come venuto si esaurisca e quindi sparisca portandosi via anche i vari esperti interpellati.

Prendendo spunto da questo fatto ci si accorge come ogni campo abbia dei risvolti anche negli altri infatti l’allontanamento sanitario incide anche sulla rarefazione dei contatti sociali che sono a loro volta propugnati anche dalla spinta sempre più feroce all’utilizzo della tecnologia informatica.
L’utilizzo della didattica da remoto DAD (sotto un'immagine che parla da sè), che adesso si è diffusa in maniera esponenziale è un altro strumento da considerare solo per necessità impellenti e transitorie, ma che deve essere riassorbito se non vogliamo creare una popolazione di alienati.

Purtroppo tutta la dottrina del nuovo ordine economico mondiale sta puntando proprio sull’allontanamento sociale, sulla eliminazione dei contatti diretti tra le persone, sulla digitalizzazione (che alla fine diventa solo un metodo di controllo della popolazione), sulla continua cessione di potere ad enti terzi che alla fine gestiscono le nostre risorse solo secondo i loro interessi e sull’accorpamento e gestione da remoto di tutti i prodotti che ci necessitano.
La proposta di utilizzo di mezzi meccanici elettrici mira alla sostituzione di mezzi di trasporto il cui uso è ancora libero da vincoli geografici con altri che invece essere limitati nello spazio.
L’utilizzo delle carte di credito, dei pass in plastica sarà anche comodo (più per i gestori che per i fruitori) ma ha anche il grosso difetto di stroncare i rapporti sociali, allungare i tempi di lavoro e di controllo dell’utenza favorendo solo la gestione attuabile da terzi in modalità telematica. In più sono tutti strumenti di controllo della popolazione e possono permettere la fuga di notizie personali che poi vengono vendute in maniera fraudolenta dai gestori dei servizi stessi.

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