
di Luca Scantamburlo
Incontrai per la prima volta Giulietto Chiesa nel 2006, nella laguna di Venezia
Gli parlai brevemente
Era un giornalista serio, che ascoltava le opinioni degli altri senza pregiudizio, pur avendo le sue idee.
Nel corso degli anni, soprattutto dopo la sua inchiesta giornalistica sulle Twin Towers ed il Pentagono (attentati del 2001 attribuiti ad Osama Bin Laden che Chiesa dimostrò nel suo dossier una versione falsa e piena di incongruenze) e la sua esperienza con Pandora TV, era cambiato: molto più vicino alle persone e seriamente preoccupato per l'avvenire del mondo e della umanità.
Lo rividi nel febbraio 2016 a Buja (UD) ad un incontro aperto alla cittadinanza (foto a dx) ove egli fu relatore, incontro a cui mi recai in compagnia di amici: egli aveva oramai abbandonato certe visioni politiche ed ideologiche del Novecento che aveva abbracciato in gioventu' e nel corso della sua carriera giornalistica e professionale da inviato.
Giulietto Chiesa voleva che tutte le forze democratiche e della società civile - non importa di quale colore politico - si unissero per contrastare il disegno mondialista e globalista che sta trasformando l'essere umano in merce, e che manipola continuamente la informazione e condiziona la popolazione attraverso menzogne ed inganni.
Chiesa voleva l'uscita della Italia dalla NATO perché ne aveva intuito la nuova declinazione offensiva ed aggressiva manifestata dalla Alleanza NordAtlantica, in un chiaro disegno di espansione verso Est e conseguente accerchiamento della Russia.
Chiesa era per la verità ed era un uomo vicino alle persone.
Le sue previsioni geopolitiche e geomilitari si sono dimostrate corrette, così come i suoi timori e le sue preoccupazioni espresse diversi anni fa.
Questo fa di lui un uomo lungimirante ed acuto, che va preso come esempio, perché seppe abbandonare una corrente ideologica per ragionare sempre di piu' con la sua testa, ed aiutare le persone ad avere una informazione più completa e degna di una Società democratica.
Le sue parole di sette anni fa suonano sinistre, ma non vanno dimenticate.
Il suo coraggio ed il suo libero pensiero possono esserci di aiuto per comprendere il presente drammatico, e per evitare altre sofferenze e mali ancora peggiori di quelli che i civili Ucraini stanno patendo, così come i soldati di Ucraina e Russia.
Grazie Giulietto per il tuo esempio di uomo - sensibile e dal cuore in ascolto del dolore dei più deboli - ed il tuo esempio da autentico giornalista, lucido mentalmente e capace di raccontare gli eventi e la Storia da testimone dei nostri tempi.
Luca Scantamburlo
8 marzo 2022