Riflessioni senza Tempo
Da Lisbona a Firenze
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- 13/06/2023

IL POTERE DISCIPLINARE PROVA AD INTIMIDIRE MAGISTRATI CORAGGIOSI ED ONESTI
di Luca Scantamburlo
La vicenda della giudice Susanna Zanda del Tribunale Civile di Firenze e dell'inchiesta disciplinare a suo carico promossa recentemente, ricorda una vicenda analoga in Portogallo di circa due anni fa, e che accadde alla Corte di Appello di Lisbona, la quale oso' contestare la deriva autoritaria sanitaria retta da un test diagnostico inaffidabile e da considerarsi un mero indice probabilistico, il cui abuso ha portato a una psicosi di massa in tutto il mondo, oltre che a situazioni di aberrazioni giuridiche vere e proprie.
A causa della loro coraggiosa sentenza dell'11 novembre 2020 con cui i giudici lusitani avevano stabilito che sottoporre a tampone persone sane e asintomatiche era incostituzionale in Portogallo qualora l'esito del tampone comportasse restrizioni alla propria libertà individuale - liberando dunque da accuse e da confinamenti e lockdown alcuni turisti delle Azzorre, che già avevano avuto ragione in primo grado a denunciare gli abusi delle Autorita' sanitarie delle Azzorre - i giudici furono sottoposti a inchiesta disciplinare.
Nel caso della Corte di Appello di Lisbona, l'inchiesta disciplinare fu archiviata dopo pochi giorni anche perché i sindacati della magistratura insorsero e difesero i giudici della Corte e la loro imparzialità di giudizio, con la quale avevano difeso la dignità umana e l'habeas corpus secondo il dettato costituzionale portoghese, anche in osservanza al principio del consenso e libero informato, sancito dalla raccomandazione della Dichiarazione dell'UNESCO sulla bioetica e i diritti umani (una dichiarazione di norme universali sottoscritta dal Portogallo, non vincolante giuridicamente ma che da' indicazioni per un buon legiferare e una buona applicazione di legge secondo i principi di bioetica-giuridica riconosciuti a livello internazionale).
Un felice esito in Portogallo a difesa dell'indipendenza della magistratura, che da noi in Italia - considerando la ideologia imperante e la mancanza di onesta' intellettuale così diffusa - risulta e risulterà più difficile.
Un grosso abbraccio ideale e virtuale alla giudice Zanda, da parte di tutti noi, consigliandole di portare a propria difesa la vicenda analoga della Corte di Appello di Lisbona.
Luca Sacntamburlo









