Altre Curiosità

Le prime immagini del James Webb

Nebulosa Carena da James Webb telescope by Nasa 072022

 

Dal Blog di Marco Castellani - (INAF)

 

Marco CastellaniLe prime immagini del telescopio spaziale James Webb, mostrate al mondo martedì scorso, ci mettono di fronte ad una evidenza ormai ineludibile. L'Universo non è appena un assemblaggio di cose “là fuori” esterno da noi e senza contatto o contaminazione. Non è nemmeno un “insieme dato” di entità.

L'Universo è una fuga praticamente infinita di dettagli e particolari e intarsi e mosaici cosmici, di una profondità realmente illimitata. I dettagli delle foto del nuovo telescopio rivelano chiaramente che l'Universo si palesa alla nostra esperienza cosciente, tanto dettagliato quanto noi riusciamo a percepire, momento per momento, epoca per epoca. La risposta è connaturata alla domanda: la complessità che ci arriva è pari a quanto la nostra consapevolezza può “reggere”, istante per istante.

La bellezza di queste immagini rendono evidente come non c'è un “io” staccato che guarda fuori di sé, ma c'è una rete di rimandi fittissimi tra la nostra interiorità e questo meraviglioso cielo stellato. E che osservare il cielo è un modo per riflettere su noi stessi e per capirci, per arrivare a comprendere che noi siamo il punto in cui il cosmo stesso si rende autocosciente.

Questo non può che porci in atteggiamento di umiltà e reverenza, di fronte a ciò che noi siamo - per dono - e ciò che l'Universo ci rimanda. Davvero, come ha ricordato di recente anche Marco Guzzi, “noi siamo l'universo che osserva sé stesso e si conosce interamente per la prima volta”.

 

Immagine Nebulosa della Carena vista dal JWST. Crediti: NASA, ESA, CSA, and STScI