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Tesla Car Open Source
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- 18/06/2014

La Tesla Car diventa Open source: chiunque potrà migliorare le automobili elettriche
Questa la straordinaria notizia diffusa da Elon Musk "patron" della Tesla Company e ripresa in questo articolo a firma di Sergio Pennacchini di Repubblica.it
Noi di Spazio Tesla non potevamo esimerci nel rilanciare questa importantissima news, che non fa altro che confermare il nuovo paradigma Terrestre, il nuovo modo di agire, anche da parte di Uomini d'affari-Industriali, che sempre di più ogni giorno, si stanno allontanando dagli
schemi capitalistici legati al solo profitto personale disgiunto dal benessere Umanitario.
Nelle semplici parole di Elon Musk, riscopriamo il pensiero di Nikola Tesla..
"Rendiamo pubblica la nostra tecnologia, perché tutti possano portare il loro contributo all'auto di nuova generazione”
Grazie a Sandra per la cortese segnalazione
Alberto Negri
La nuova azienda automobilistica la cui tecnologia è a disposizione di tutti per essere analizzata, studiata, migliorata.
Come un software “open source” per computer che tutti possono perfezionare. Ecco il sogno di Elon Musk, fondatore della Tesla, azienda che produce auto elettriche nata nel 2003. In un post sul blog ufficiale della società, l'ex fondatore di PayPal ha annunciato che da oggi tutti i brevetti protetti della compagnia saranno resi pubblici.
Una mossa che non ha precedenti nella storia dell'industria automobilistica. "Fino a oggi abbiamo registrato i nostri brevetti perché avevamo paura che le altre case automobilistiche potessero copiarci.. E' stato un errore (afferma Musk).
Oggi le auto elettriche contano meno dell'1% del mercato globale, e la maggior parte dei costruttori non ha nemmeno una macchina a emissioni zero in listino (scrive Musk) "In realtà non c'è concorrenza perché ancora non c'è un mercato. Per questo vogliamo rendere pubblica la nostra tecnologia, nella speranza che possa aiutare altri a migliorare l'auto elettrica", prosegue Elon Musk.

La Tesla ha chiuso il 2013 con un fatturato di 2 miliardi di $ e una perdita netta di circa 70 milioni. A oggi in listino c'è solo un modello, la berlina Model S. Una tre volumi lussuosa, dal design ricercato ed elegante, la cui plancia è dominata da un'enorme schermo sensibile al tocco da cui è possibile controllare tutti i sistemi di bordo, navigare sul web o consultare Google Maps con un dito.
Costa circa 70.000 €, in California è l'auto preferita delle star di Hollywood, mentre in Europa, dove le vendite sono cominciate da poco, ha già riscosso un certo interesse. In Italia è stata aperta la prima concessionaria a Milano. In Norvegia è il veicolo più venduto con oltre 1500 vetture immatricolate nel 2013, quasi il doppio della Volkswagen Golf.
Le vendite insomma cominciano a decollare e il costruttore nato nella Silicon Valley gode della fiducia di Wall Street (oggi è valutato circa 25 miliardi di dollari), un segnale che dimostra quanto il mercato finanziario creda nel futuro della Tesla.
L'obiettivo è di arrivare molto presto a 500.000 vetture all'anno. "Da soli non riusciamo a produrre abbastanza veicoli a Zero Impact per risolvere il problema dell'inquinamento atmosferico. Ma le potenzialità dell'auto elettrica sono enormi e siamo convinti che Tesla, i nostri concorrenti e tutto il settore beneficerebbe dell'esistenza di una piattaforma comune per l'auto elettrica", conclude Elon Musk.
Non è del tutto chiaro cosa si potrà fare con questi brevetti. Difficile immaginare, ad esempio, che Tesla possa accettare che un
diretto concorrente come Mercedes o BMW produca una copia della berlina Model S o della prossima Model X. Staremo a vedere. Intanto, però, la risposta di Wall Street è stata relativamente positiva, con le azioni che sono salite di circa l'1%. Una cosa è certa: Elon Musk è un visionario che guarda al futuro.

Non solo del trasporto su terra, ma anche di quello nello spazio. La sua prossima avventura imprenditoriale, si chiama Space X, è nata per rivoluzionare i viaggi nel cosmo e promette di portare l'uomo su Marte. Se speravate di potervi costruire un razzo in giardino, però, rimarrete delusi. I brevetti di Space X, infatti, sono ancora protetti da copyright.
Fonte: Sergio Pennacchini Repubblica.it









