Riflessioni senza Tempo
Quand'ero Giovane
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- 30/11/2021

di Paolo Mario Buttiglieri
Quand’ero giovane oltre ai cortei per strada e alle manifestazioni in piazza dove la gente non stava in silenzio ma urlava slogan scelti dai leader del tempo, c’erano le occupazioni e soprattutto circolava tanta droga e ovviamente alcool.
Non si dialogava ma si urlava. Qualcuno sceglieva invece il silenzio e il viaggio dentro di sé allo scopo di conoscere se stesso, alla scoperta di una mente affollata di pensieri non nostri ma frutto di condizionamenti.
Oggi la droga non è più un’esperienza giovanile ma coinvolge tutta la popolazione. Ognuno ha la sua dose in tasca…anzi in mano, stretta disperatamente in mano.
Non è più uno spinello, una sigaretta tra due dita e neanche eroina, una siringa. Oggi la nuova onnipresente droga è un telefonino che sostituisce lo spinello o uno smartphone che ci spaccia nel cervello le droghe più pesanti tra cui whatsapp .
Queste nuove droghe sconfiggono la solitudine nel senso che quando sei solo ti fanno credere che sei con qualcuno e quando sei con qualcuno “in presenza” è come se fossi solo perché sei così preso dallo smartphone che non avverti più la presenza della persona in carne e ossa che hai davanti a te.
Alla fine sei sempre solo in uno sballo continuo come i fumati e gli eroinomani di una volta.
Stare con un tossicodipendente perennemente su whatsapp o facebook è desolante. E’ come stare con un sordocieco, anzi molto peggio. E’ stare con uno in fuga da se stesso, dal proprio corpo, dalla propria mente e soprattutto da te che te lo ritrovi davanti perennemente “fatto” con lo smartphone infilato in vena e incapace di dialogo, dallo sguardo inebetito mentre tu sconsolato lo guardi chiedendoti cosa ci fai lì davanti a uno che non c’è più e chissà cosa gli deve succedere prima che torni in sé con i piedi per terra: cosa può fargli spegnere quel telefonino di merda: sì proprio la merda lo potrà salvare, la malattia e nei casi più gravi la morte.
Immagine di copertina da Redattore Sociale









